Thursday, April 07, 2005

Intervista a Dome La Muerte da www.zeromagazine.it

Intervista di Federico Gennari a Dome La Muerte da www.zeromagazine.it

I Not Moving sono stati una delle band più originali nate in Italia negli anni '80 dal calderone della new wave.
Provenienti dalla scena punk, i Not Moving diedero vita ad un suono oscuro e selvaggio, oggi definibile come psychobilly.
Di recente riscoperti dalla Area Pirata che ha ripubblicato una collection con tutti i loro lavori più alcuni brani dell'epoca rimasti inediti, ecco un'intervista a Dome La Muerte, chitarrista della storica band!

1] So che hai militato in molte formazioni, potresti fare un riepilogo di quali sono state e descriverle brevemente?
Dome : Dunque, le cose interessanti sono venute in effetti dopo qualche anno che suonavo, prima ci sono state delle cose da bambino con gruppi ispirati a quello che sentivo all’epoca, come Jimi Hendrix o Led Zeppelin, mentre il primo che ha pubblicato un disco è stato quando avevo 17 anni, ed erano i Upper Jaw Mask – che so che gira in bootleg nelle fiere del disco ad una cifra spaventosa, tipo 45 euro. Poi dal novembre del ’79 abbiamo formato i CCM – Cheetah Chrome Motherfucker – fino diciamo all’84, inizio ’85, mentre già dall’inizio dell’83 avevo iniziato a suonare coi Not Moving. Per un periodo, un anno, un anno e mezzo ho suonato con tutti e due.

2] Però i Not Moving hanno avuto alcuni cambi di formazione, a quanto so.
Dome : Già, fino all’88 è rimasta la stessa poi siamo rimasti fermi un anno e dopo abbiamo cambiato varie volte fino al ’95 quando abbiamo concluso l’esperienza. Con questa nuova formazione abbiamo fatto un disco in cui comparivano vari ospiti come Lindo ferretti e altri artisti italiani. Dopo quello abbiamo fatto un 45 giri e poi l’unico cd della nostra storia (perché il resto è sempre stato tutto su vinile), nel ’94 per la Pick Up, che presentammo a trasmissioni come Segnali di Fumo e su Videomusic. Sembrava che ci si rilanciasse poi invece abbiamo avuto problemi interni, chi aveva il lavoro, chi la famiglia… Io il gruppo non l’ho mai contemplato come un semplice hobby quindi ho preferito bloccarlo.Dopo ho avuto un altro gruppo che è durato 4/5 anni uscito una cosa per la Toast e una che doveva uscire per la Vynil Magic, che si chiamava Hush. Ci avevano infilato per catalogarci nel calderone dello stoner, come accadde per i Monster Magnet che in realtà non c’entrano niente, e neppure noi, eravamo più un gruppo hard psichedelico con riferimento agli anni ’70 tipo Stooges o New York Dolls.

Suoni più veloci dunque…
Dome : Sì, eravamo su quell’onda lì, avevamo varie influenze non sullo stoner che invece andava di moda. Poi per 4/5 tra lo scioglimento dei Not Moving e la formazione degli Hush, ho suonato con gli MGZ e le Signore, dove ero il chitarrista.

Me la ricordo come una formazione molto divertente, a tratti quasi demenziale!
Dome : [ride] Sì era roba tipo punk, rock, post punk… Queste sono state le esperienze principali, anche se in effetti ho collaborato in molte formazioni all’epoca del punk, come chitarrista per i Soviet Sex ad esempio, in cui suonava tra l’altro il secondo batterista dei CCM. Noi abbiamo avuto un primo batterista che è durato un anno, chiamato il Vipera, poi abbiamo preso quest’altro, Alex, che ha suonato nei CCM e anche una delle ultime formazioni dei Not Moving.

3] Rispetto ai nomi classici degli anni ’80 – come Diaframma, Litfiba eccetera – i Not Moving non sono riusciti a guadagnarsi il meritato successo, ma come mai?
Dome : Ti spiego semplicemente, quel tipo di successo lì, con le major, neanche s’è cercato a dire il vero. Fu quello il discorso, perché all’epoca, diciamo metà anni ’80, ci hanno anche cercato, quando hanno preso Litfiba e Gang (con cui abbiamo fatto anche tour assieme tra l’altro). All’inizio la scena era molto unita anche se mista, non c’era ancora stata questa scelta tra major e indipendenti, erano tutti nel circuito indipendente, s’era tutti amici, ci si trovava a suonare assieme sugli stessi palchi. Poi ad un certo punto, nella seconda metà anni ’80 è venuto il momento di questo tipo di scelta anche abbastanza obbligata, perché le major incominciavano a comprare proprio come se fossimo calciatori, per dirla secca. Andavano per cui dalle etichette indipendenti per comprare soprattutto gruppi su cui c’era da lavorare meno, cioè quelli che avevano già un bel pubblico che magari facevano quelle 1000 persone a data e per questo erano già avvantaggiati. Noi questa cosa si è rifiutata, tanto ci s’è detto “ sul palco ci si sta anche senza nessuna etichetta grossa o entourage pubblicitario… “ e così infatti è stato. Poi io suono tutt’ora, insomma questa cosa scelta mica m’ha fermato.

E poi nonostante tutto siete ancora ricordati da una schiera di fan, che pur non essendo grandissima posso assicurare che è molto affezionata!
Dome : [ride] Ti ringrazio, poi per noi all’inizio era difficile essere capiti, anche coi CCM… non s’era né carne né pesce, come quando coi CCM si iniziava a fare dei pezzi hardcore neanche esisteva il termine! In Italia andava di moda il punk ’77 alla Clash, alla Pistols, per cui non eravamo tanto capiti. Quando poi è esploso l’hardcore soprattutto americano, Dead Kennedies, Adolescents, allora hanno iniziato ad apprezzare anche noi.

Lo stesso è successo per i Not Moving?
Dome : Sì, quando si è incominciato quel sound lì non ci cacava nessuno proprio! Andava proprio il punk e la new wave, noi non s’era nessuno dei due e per cui [ride]. Quindi anche lì, finché non è uscito qualche gruppo americano tipo Fuzztones o gli X, tutta quella scena lì allora hanno detto “cazzo ma ci s’ha anche in Italia un gruppo che fa questa roba qui” !

4] In effetti, come vi è venuto in mente questo sound che proprio prima non esisteva?
Dome : Immagina che non è stata scelta fatta a tavolino, è stata una cosa naturale, nel senso come ha una volta Gugliemi in articolo in retrospettiva, ci ha definito “un miracolo alchemico”. Nel senso che si riusciva a raggruppare nei concerti gente dagli skin ai quelli coi capelli lunghi, ai punk, insomma c’era un pubblico mistissimo perché in effetti il nostro gruppo aveva influenze diverse che abbiamo messo assieme. E’ nato così un suono che raccoglieva vari tipi di radici a partire per dire gli Stones, i più classici, fino al punk rock, al blues. Si mescolava cose in genere non vanno d’accordo insieme, anche se poi son venuti fuori Cramps e Gun Club e allora tutti si sono accorti che eravamo ganzi anche noi!

Tra l’altro l’Italia è sempre rimasta indietro nella new wave, nel punk, tutto è arrivato molto più tardi.
Dome : Sì, è vero, tra l’altro non so se conosci il giornale re Nudo, che adesso è diventato moscio ormai, ma un tempo era proprio un giornale di movimento, che trovavi in edicola a basso prezzo, che parlva di cultura, libri, cinema e anche di musica. Mi sembra fosse novembre/dicembre del ’76 e fecero cinque pagine sul punk. Era la prima volta che ho visto delle foto di gente coi capelli ritti, truccata, ed era esploso in quei mesi in Inghilterra. Poi se ne incominciata ad occupare giornali come Poster ma era già ’80 ormai, quando la prima scintilla del punk del febbraio marzo ’77 era già finita da un pezzo. Poi hanno cercato di rimpomparla ai primi ’80 con gruppi tipo Exploited che però non mi hanno mai convinto molto. Per chi aveva vissuto il punk dall’inizio quello neanche era già più punk…

5] E se adesso si riformassero i Not Moving, come prima formazione, quale pubblico attirerebbero?
Dome : Ora come ora, penso avrebbero davvero un grosso pubblico! [ride] Senza essere presuntuoso, sento le cose che escono ora tipo che ne so Oblivians, Yeah Yeah Yeas o chi ha fatto il colpo più grosso, tipo White Stripes o Jon Spencer Blues Explosion, non è che sento grosse differenze col suono che usavo con la mia chitarra venti anni fa! Penso si sarebbe abbastanza attuali, per cui…

Io direi anche molto attuali! Per questo si sta cercando di diffondere una certa cultura musicale che altrimenti rimarrebbe rinchiusa.
Dome : Per questo ringrazio anche Tiziano di Area Pirata che è riuscito a recuperare questa cosa dei Not Moving che sembrava davvero perduta. Quella era la prima cosa che si era fatta dopo il 7”, doveva essere il 12” ufficiale di esordio che fra l’altro è stato ristampato in modo quasi didattico, recuperando la stessa copertina con cui doveva essere all’epoca. Ha fatto in modo di ribeccare tutto come doveva uscire quando doveva uscire. Non so se tu sai cosa è accudito: abbiamo avuto delle divergenze col manager per cui si è tenuto si è tenuto la registrazione… Poi non so come, se Guglielmi o un altro giornalista di quelli lì assieme a Tiziano sono riusciti a recuperare il master della registrazione, visto che io avevo solo una cassetta spappolata [ride].
Davvero, un’impresa!Dome : E’ bello che l’abbia tirato fuori perché è proprio il gruppo com’era all’inizio, probabilmente un anno che si era assieme, si aveva pubblicato giusto quel 45 per la Electric Eye

Un’etichetta che è un pezzo di storia!
Dome : Sì sì, poi lui ci ha pubblicato anche l’ultimo album con la formazione originaria, Flesh on You, oppure la compilation Gathered dove c’erano anche i Not Moving, però io non suonavo [il brano in questione si chiama Baron Samedì NdR]. C’era un chitarrista che stette loro tipo setto o otto mesi, poi s’è andato e hanno preso me e siamo andati avanti così fino all’87/88 con la stessa formazione come ti ho detto prima.

6] Ma il vostro look, che era veramente scandaloso per degli italiani, com’è nato? Non è che si trovasse tanto in giro!
Dome : [ride forte] Anche quello non era una cosa studiata! Diciamo che si veniva tutti dal punk, tipo Tony il batterista aveva suonato coi Chelsea Hotel, io avevo suonato coi CCM, il bassista era uno che andava in giro coi capelli arancioni, capisci il tipo [ride]. Le due ragazze invece erano alla prima esperienza di gruppo, anche se venivano dalla scena punk erano ancora delle bimbe, avevano qualcosa come 16/17 anni. Per cui il punk per noi stava finendo e avevamo bisogno di una ventata nuova, quindi anche i vestiti che si usava erano riferiti al punk rock ma si aggiungeva qualcosa di nuovo, ma anche quella non era una cosa che si decideva a tavolino. Noi come s’era sul palco ci si andava a giro per strada. Magari ci si metteva il vestito pulito per l’occasione! [ride] Non si studiava certo un look apposta.

7] Leggendo in giro si trovano spesso molte critiche verso la musica dark o la new wave italiana, dicendo che era uno strazio o stucchevole dopo pochissimi ascolti, coi gruppi tutti uguali. Tu che hai vissuto sul momento, sei d’accordo?
Dome : Guarda un gruppo di tutta quella scena lì che ho amato molto e che era molto distante dalle cose che suonavo era ad esempio i Neon, per cui non si può fare di tutta l’erba un fascio. E’ vero anche questo che c’è sempre stato nel giro dark italiano moltissima posa, capito, molti guardavano più al look, a come erano vestiti i gruppi, come avevano i capelli, più che a ricercare un suono che fosse italiano, una sonorità propria. C’era tanto scimmiottamento, soprattutto all’inizio, succede a tutti gli adolescenti averci gli idoli, cose così, poi però ci sono stati tanti gruppi che hanno preso la loro strada e hanno tirato fuori un suo personale, originale. Mi son venuti in mente i Neon, ma ce n’erano molti altri; di loro mi ricordo bene anche perché hanno fatto un percorso simile al nostro, contaminando anche col rock’n’roll, la scena dark, insomma hanno cercato delle vie nuove dall’elettronica. Sono partiti tra l’altro i Neon erano in due, molto Alan Vega e Martin Rev, poi piano piano si sono aggiunti batteria il basso la chitarra.
Anche i Pankow hanno iniziato così.Dome : Sì, poi con i Pankow ci son stato anche in Germania a fare un concerto a Berlino nell’84 che c’erano anche i Litfiba e i Monuments, s’era noi quattro.
I Monuments di Torino?Dome : Di Torino, gruppo con due tastiere, insomma c’era della ricerca anche da noi, non che mancassero le idee, poi ti ripeto, c’era anche tutta quella posa ma non si può generalizzare tutta quella scena lì. L’apprezzo anche se è distante dalle cose che faccio io, anzi a volte a maggior ragione.

8] Ci sono rimpianti per l’epoca? Cosa è diverso da adesso?
Dome : Certamente mi manca la freschezza, di quell’epoca lì. Adesso è tutto radiofonico, preordinato, studiato in ogni dettaglio dalle interviste alle foto del gruppo al missaggio, tipo la chitarra teniamola un po’ indietro altrimenti alla radio da noia, è tutto un altro sistema. Noi abbiamo suonato con gente come Johnny Thunder che come chitarrista era istintivo. Magari certi ragazzi che andavno nelle scuole e la chitarra la mangiavano lo guardavano e si chiedevano “ma come fa questo qui ad esser famoso?” Ti faceva tre accordi però come li faceva lui non li faceva nessuno, con quel tocco lì. Si apprezzava più della tecnica l’energia e la freschezza, tipico del punk. Siamo stati in giro con coi Clash, i Fuzztones, i Fleshtones come spalla, sono sicuro che quelle cose lì non le vedrò più!Devo dire che se la scena musicale continua ad andare in questa direzione qui che è quella di MTV non c’è futuro. Bisogna tentare di ricostruire dal primo mattone una scena indipendente. C’è qualcosa in giro, come Area Pirata e non è l’unica, ma prima il circuito indipendente era molto più potente. Te l’ho detto le major andavano proprio a pescare lì, anche perché magari un gruppo con dietro i soldi faceva 100 persone in una discoteca mentre uno di un’etichetta indipendente ne faceva 1500. Questo qui non succede più perché tutto passa per la TV, e se non passi di lì non sei nessuno. Prima invece c’era molta più curiosità, magari ti garbava la foto e non l’avevi mai sentito lo provavi subito. Poi si faceva a gara ad averlo sentito del tipo “oh ragazzi ho trovato un gruppo svedese… ”, adesso invece la gente va nei negozi e chiede “che ce l’hai mica la canzone della pubblicità della pegeaut?” E’ un approccio totalmente diverso, manca la ricerca di nomi nuovi.

Per cui adesso, eredi dei Not Moving esistono adesso oppure no?
Dome : Dici nella scena italiana? Guarda non saprei, ho sentito anche cose che hanno un suono che ricorda, non delle fotocopie ma in qualche modo che ricordano. Ma magari se nomino qualcuno e questi si offendono! [ride]

Per me sarebbe invece un complimento!
Dome : Meglio non rischiare, magari ci vede e ci odia!
A questo punto ringrazio tantissimo la disponibilità del Dome, che la sua passione possa non finire mai, e ovviamente Tiziano di Area Pirata (www.areapirata.com ), che ha permesso non solo questa felice chiachierata, ma anche di poter sentire un disco magnifico che sarebbe potuto cadere nell’oblio.
[ Intervista di Federico Gennari ]

0 Comments:

Post a Comment

<< Home