Monday, November 28, 2005

Giovedì 1 dicembre a Pisa al "Borderline"



Borderline Club
Via G. Vernaccini 7

56100 Pisa (PI)
tel: 050 580577

www.borderlineclub.it

Dopo il grande concerto al "Sonar" (grandissimo!) si resta in Toscana a Pisa al "Borderline"
Partecipa anche tu !!

Friday, November 25, 2005

ANNULLATA LA DATA A BASSANO

Bassano del Grappa right now !

Annullata la data , si recupererà più in là.

Domani tutti al "Sonar" a Colle Val D'Elsa con gli STP !!!

Tuesday, November 22, 2005

Back on the road



Venerdì 25 novembre nuova a data a Bassano del Grappa (VI) allo "Shindy" con i Mudlarks e sabato 26 a Colle Val d'Elsa (SI) al "Sonar" con gli STP.

Intanto articolo su "Rolling Stone" di Benedetta Rossi e articolo intervista su www.rocktime.splinder.com di Stefano Massa , ripreso da Umberto Palazzo su http://umbertopalazzo.splinder.com .

Intanto dopo l'intervista a RadioCittàFutura di Roma arrivano quelle (saranno due !) a RadioSherwood e quella a Radio BasePopolare Network.
A giorni intervista su un quotidiano veneto e a dicembre (con recensione concerto del "Thunder") su "Rocksound" , a gennaio su "Rumore".

Grazie davvero per tanta attenzione.

Monday, November 21, 2005

Foto dal Thunder Road (Grazie ad Andrea Valentini)



Saturday, November 19, 2005

Dal "Thunder Road" con furore

Giocavamo in casa e per questo la data del Thunder era la più temuta.
Tanta gente , tanti amici e altrettanti nemici (e non c'è nessun onore ad averne , solo una palla) , polemiche e casini ancora prima di incominciare (sempre nell'ambito dei cari "amici"), l'ampli del basso che se ne va al sound check e tutte quelle facce conosciute sotto il palco a guardarci chi sinceramente ammirate , partecipi e a sostegno , chi con lo sguardo di traverso e il bisbiglio pronto all'orecchio dell'accondiscendente vicino.
In questi casi vale l'antica legge del rock n roll: nel dubbio e nella difficoltà pesta più che puoi. E così è stato e l'energia si è moltiplicata.
Risultato finale 250 persone che applaudivano e una buona parte di esse che acquistava e voleva l'autografo.
Belle "Song of myself" , la solita "Venus in furs" , "Goin' down" , "Catman".
Riuscita l'intro con brano tratto da "Apocalypse now" (quando la barca entra nel regno del Capitano Kurtz , nel ventre della Bestia) e "Pipeline" che parte cattiva a rompere la tensione.
E' andata bene , con cattiveria , rancori mai sopiti , rabbia e uno sguardo lontano , PIU' in LA' , dove in pochi riescono e possono vedere.
Si finisce alle 3 di notte fuori dal locale ormai chiuso da un po' a chiaccherare con 3 gradi sottozero.
Graie al Gianni Bus 1, Manuel, il Goti e tutto il resto della baaaandaa.
Keep on keepin on !

Friday, November 18, 2005

Foto da Torino (grazie a Roberto Audenino)





Thursday, November 17, 2005

Live a Codevilla (PV) "Thunder Road" 18-11-2005


Dalle 22.30 live al "Thunder Road" (www.thunderroad.it) di Codevilla (PV).
Ad aprire Betty Blue in acustico (che dei Not Moving fu il bassista nel 1988 dopo l'uscita di Dany e poco prima della scissione , incidendo l'album "Flash on you")

Foto dal concerto di Torino 11-11-2005




Tuesday, November 15, 2005

Intervista su Tortonabeat.com


Parlare di anni 80 e rock’n’roll non e’ facile soprattutto per me. Gli anni ottanta (almeno i primi) per me significano un taglio di capelli alla Beatles (di cui non ero consapevole), sgargianti maglioncini Ivy Oxford e pranzi domenicali interminabili. Solo qualche anno dopo con la voglia onnivora propria dell’ adolescenza, mi ero buttato anima e corpo nella ricerca di gruppi che saziassero la mia voglia di r’n’r. Con l’ aiuto di amici piu’ grandi ed avvertiti e di qualche vecchio numero di Rockerilla mi ero imbattuto in nomi che all’ epoca mi sembravano a dir poco esoterici. Sick Rose, Pikes in Panic e soprattutto Not Moving, nomi che contavano ancora di piu’ se inseriti in decennio di oscurantismo musicale come lo erano stati gli anni 80. Dei Not Moving si sapeva poco o nulla ed ancora piu’ difficile era riuscire a trovare qualcosa di loro da ascoltare.Ma il tempo e’ galantuomo e con gli anni ed un po’ di pazienza ho recuperato un buon numero di vinili della band innalzandoli nel mio pantheon personlae come la miglior band r’n’r italiana di sempre. Ma ora basta divagazioni e pippe varie. Il succo e’ che dopo quasi vent’ anni (1988) dallo scioglimento della line-up originale, i Not Moving sono di nuovo in pista con un live antologico “Live in the 80’s” in formato cd+dvd. Come se non bastasse 4/5 della line-up originale si e’ imbarcata in un tour per lo stivale che tocchera’ il nord e il centro Italia. Non potevo certo lasciarmi sfuggire l’ occasione di scambiare due chiacchiere con Tony Face batterista della storica band.

Domanda inevitabile, com’e’ nata l’idea di “Live in the 80’s” nel formato disco+dvd e del relativo tour? E stato difficile convincere gli altri ad imbarcarsi nell’impresa?
E' nata dalle frequenti richieste che ricevevo in tal senso girando l'Italia con il Link Quartet. Ho messo mano ad una cinquantina di ore di registrazioni live e scelto quello che mi sembrava "il meglio" ovvero quello che suonava più Not Moving. Da lì l'idea di promuoverlo con un po' di date ha coinciso con il ritorno in Italia dopo 20 anni del bassista Dany. I dubbi erano (e sono tuttora, a tour iniziato) molti, ma sono stato così insistente che per farmi smettere di rompere le palle alla fine hanno accettato tutti (Tastierista a parte per problemi di lavoro e di famiglia)

Con che tipo di criterio sono stati scelti i brani e i video inseriti nel cd, suppongo abbiate passato giorni interi ad ascoltare cassette e visionare vecchi nastri. Come avete contattato gli ospiti ? Si sono dimostrati disponibili o c’e chi ha giocato a fare la star ?
Il criterio è stato assolutamente soggettivo perchè ho fatto tutto io tra primavera ed estate ascoltando le tonnellate di materiale di cui sopra.L'ideale era che "suonasse" ! Ci sono errori e stonature ma l'importante era il suono, il tiro.Gli ospiti sono stati tutti disponibilissimi alcuni addirittura entusiasti (vedi Max Pezzali !). Qualche star invece si è negata...

Vista la difficile reperibilità dei vs. dischi, avete mai pensato o trovato qualche etichetta interessata a ristampare i vs. lavori? Avremo mai la possibilità di ascoltare “Sinnermen” come lo avevate pensato voi?
Ci è appena stato riproposto di ristampare l'opera omnia più inediti e compreso il "Sinnerman" originale...può darsi che alla fine si faccia.

Come venivate accolti all’epoca dei vs. esordi in fondo a quel tempo andava per la maggiore l’hardcore militante o un certo tipo di dark wave e voi ve ne uscivate mescolando il punk-rock con il r’n’r dei fifties, il blues con derive beat e surf e pubblicavate cover dei Surfaris come Wipe Out su “Strange Dolls” ?
Mah, non eravamo né carne né pesce...il pubblico hardcore ci considerava troppo "leggeri" e disimpegnati (non c'era mai un "fuck the system" nei nostri testi), quello new wave ci considerava troppo duri e poco dark per piacergli...la generazione "garage n roll" è cresciuta con noi (e spero anche grazie a noi).Era comunque davvero difficile suonare ai tempi

Com’e’ maturato lo stile dei Not Moving. Cosa sentivate all’epoca e come riuscivate a filtrarlo e farlo vostro, immagino che ognuno di voi avesse degli ascolti diversi ?
Ascoltavamo blues (Robert Johnson, John Lee Hooker, Leadbelly, Willie Dixon, Slim Harpo), soul, rhythm and blues, il rockabilly della Sun Records, northern soul.E poi il punk n roll di New York Dolls, Stooges, i primi Gun Club, Cramps, Panther Burns e gli X e poi Black Flag, Circle Jerks e l'hardcore californiano che citava spesso il surf (Adolescents, Gears, Agent Orange ad esempio) .Poi ognuno aveva dei gusti particolari: io per il beat dei 60's e il soul, la tastierista impazziva per Residents, Peter Gabriel e B52, Lilith e Dany per Stones e Cramps, Dome aveva un background fatto di Jefferson Airplane e Frank Zappa e suonava hardcore estremo con i CCM...messo tutto insieme un bel casino.

Che cosa ha significato per cinque ragazzini com’eravate voi agli esordi uscire dalla routine della provincia (Piacenza per la precisione) suonando la musica che suonavate e girando per l’Italia e l’Europa. In che cosa vi sentivate diversi dai vs. coetanei e come vi ha cambiati vivere quel tipo di esperienze ?
Eravamo orgogliosamente isolati, scacciati dalla totalità delle persone che ci circondavano in una città chiusa, sordida e benpensante come la provinciale Piacenza, ma allontanati dalla scena punk per i motivi di cui sopra. Esisteva anche allora un'omologazione, un appiattimento all’interno della stessa scena punk ...ascoltare i Discharge voleva dire essere accettati in un circolo "protetto"...noi arrivavamo con i nostri bluesman neri, con i Rolling Stones, gli Animals, i Seeds ed eravamo automaticamente emarginati, non eravamo "puri".

C’e’ stato un momento preciso in cui avete pensato, ok c’e l’ abbiamo fatta?
Quando è uscito il primo 45 abbiamo toccato il cielo con un dito ! Un vinile con il nostro gruppo...in realtà non l’abbiamo MAI fatta !Il nostro "successo" è sempre stato molto limitato

Hai qualche rimpianto per come è finita la vs. vicenda o rifaresti tutto nello stesso modo in cui è stato fatto ?
No, nessun rimorso, nessun rimpianto...tutto ciò che è stato è stato, ed è stato bello così.
Se dovessi consigliare un solo vs. disco a chi non vi ha mai ascoltato quale sarebbe?
"Black and wild" dell'85 è il migliore ma il nuovo live rappresenta al meglio ciò che erano e SONO ADESSO i Not Moving

Visto che oramai sono passati come ti/vi senti/sentite dopo i primi due concerti del tour ?
Bene, è andata bene, temevo l'effetto "aho’, ma chi sono sti vecchi rincoglioniti ??" e invece la stragrande maggioranza del pubblico era di giovani curiosi e ammirati .Un bell’effetto !!!

Ormai un bel po’ d’anni fa è apparso su Bassa Fedeltà un articolo monografico sui Not Moving che portava la tua firma, la chiusura (riportata alla fine dell’intervista) dell’articolo è secondo me una delle più belle lettere d’amore al r’n’r lifestyle mai scritte, rileggendola adesso che effetto ti fa? Riesci ancora a ritrovarti fra quelle righe?
Dicevano i Negazione che "lo spirito continua"...se ami il rock n roll lo spirito è quello L'altra mattina siamo tornati da Rimini per l'ennesima volta alle 7...c'era già chiaro non stavamo più in piedi ...ma ancora una volta non mi sono neppure per un attimo chiesto "ma chi me l'ha fatto fare??"...ero contento e basta...perchè la strada è quella , l'ho scelta io , mi piace e non la cambierei con nessun altra e chi l'ha cambiata non sa che tesoro si lascia alle spalle !

Ok grazie
”Ed è per questo che mi sento di consigliare da buon cattivo maestro (che Allah li abbia tutti in gloria i cattivi maestri!) a chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qua è di mollare il vostro cazzo di lavoro sicuro, licenziatevi! fate disperare i vostri genitori e i vostri compagni/e tirate tardi la notte, buttate sere e sere in prove e concerti anche i più sfigati nelle bettole più schifose, bevete molto, mettete a repentaglio il vostro futuro, divorziate! diventate ossessionati dal vostro gruppo dedicategli la vita!!! Alla fine non avrete nemmeno un pugno di mosche in mano, ma solo tanti debiti, una salute compromessa, qualche disco con su la vostra foto e qualche coetaneo che si ricorda di un vostro concerto. Ma non avete idea del valore di una qualsiasi ora passata a bestemmiare intorno al furgone alle 4 di notte, le notti passate in bianco con litri di caffé in corpo, quell’odore sgradevole di sudore asciugato addosso dopo un concerto che ti porti fino all’alba, la delusione del concerto che salta il giorno prima, l’entusiasmo degli applausi, l’agrodolce della rabbia che butti fuori costretto a suonare dopo ore di viaggio davanti a trenta persone, e poi le risse, le fregature prese, le crisi, i soldi persi, il successo che ti accarezza e ti fa tié ! con il gesto dell’ombrello, il vino sardo, le grappe friulane, i dolci siciliani, le schifezze tedesche, le lettere, le interviste, i giornali. Sia che abbiate successo o che rimaniate nell’oscurità sappiate che troverete comunque un tesoro.…
Tony “Face” Bacciocchi - Bassa Fedeltà n° 10 Novembre 1998
(a cura di King of Fuzz)

Monday, November 14, 2005

News

Su Cool Club (www.coolclub.it) l'intervista apparsa sul blog di Postman Ultrachic.
Nel frattempo intervista uscita anche sul quotidiano piacentino "Cronaca" , un eccellente presentazione del concerto di Torino sul supplemento alla Stampa "Torino Sette" e la new che "Live in the 80's " sarà "DVD del Mese" sul prox "Rumore" di dicembre.
Infine tra una settimana sarà nelle edicole "Rolling Stone" con spazio dedicato al nostro nuovo album.

Cooooooooool

Sunday, November 13, 2005

I primi due

Se ne parlerà più diffusamente sul sito www.notmoving.net e di nuovo su queste pagine.
Per adesso due righe giusto per dire che siamo tornati e sul serio.
A Torino al "SoundFactory" gremito (nel senso che è piccolo e non è difficilissimo gremirlo) abbiamo ritrovato il groove rock n roll primitivo e abbiamo spaccato.
A Gatteo Mare al "Melania Club" abbiamo ritrovato invece le tante situazioni difficili che caratterizzavano i concerti allora come adesso , ma non è andata male...lo si sapeva che non è facile suonare in giro.

Contenti di aver visto a Torino Oskar degli Statuto e i mods della Piazza , Zazzo e Tax ex Negazione , Maurizio Pustianaz di Snowdonia , Mauro , Cristina e tanti altri (pare anche Boosta dei Subsonica , che onore !)
A Rimini oltre a Leo Go Down e alla crew del Circolo Fantasma anche il buon Matteo Guarnaccia ospite speciale e Ale Ovi Sportelli del West Link Studio che fu a lungo nostro fonico.

STRANO MA VERO : A Torino la stessa sera del nostro ritorno sul palco suonava Arto Linsday che fu autore del brano "Not Moving" con i DNA sulla compilation "No New York" da cui prendiamo il nome....l'album è stato ristampato in questi giorni da una label russa che si chiama Lilith....
Per chi crede nelle coincidenze.....

Thursday, November 10, 2005

Intervista su "Libertà"

Intervista sul quotidiano "Libertà" del 3 novembre 2005 a cura di Riccardo Anselmi

Ai più giovani magari sembrerà strano, ma anche a Piacenza una volta il rock ruggiva come un leone. Erano gli anni ’80 dei Not Moving, formazione culto della scena punk-garage-wave italiana, capace di influenzare molti dei gruppi che sono venuti dopo, di stare sullo stesso palco dei Clash, di andare in giro coi Litfiba. A venticinque anni dalla nascita e diciassette dalla disgregazione dell’impianto originale, con alle spalle molti concerti incisi nella memoria di chi allora già c’era, esce in questi giorni il cd-dvd Live in the ‘80s (Go Down Records), cui seguirà un tour con la formazione storica, che saluterà i fan a partire dal Soundfactory di Torino, l’11 novembre.
Con loro, naturalmente, il batterista Tony Face Bacciocchi, protagonista della nostra chiacchierata.

D: Perché questo cd-dvd “postumo” di vecchie registrazioni live?
R: Ce l’hanno chiesto i fan e a noi è parso potesse essere un po’ il suggello dell’intera carriera dei Not Moving. Bene o male i dischi non si trovano più, perché sono tutti vinili e non sono stati ristampati, e la dimensione ideale dei Not Moving è sempre stata quella dal vivo. Abbiamo fatto dischi in studio che non hanno mai reso l’idea che i Not Moving invece davano nei concerti.

D: Come quello di Pavia nel 1982, salito alla ribalta anche per l’attacco autolesionista del bassista Danny D?
R: Un paio di anni prima avevamo avuto l’occasione di vedere dei filmati su gruppi della scena punk di Los Angeles, rimanendo piuttosto impressionati dal fatto che si tagliassero durante i concerti. Il problema è che là veniva fatto in maniera, se vogliamo, artistica, senza esagerare. Invece Danny a Pavia calcò un po’ troppo la mano, finendo in ospedale. Puoi capire lo sconvolgimento creato da una cosa del genere. Da lì in poi iniziò a diffondersi la voce che ai concerti dei Not Moving poteva accadere di tutto, facendo crescere ogni giorno di più l’interesse intorno a questo gruppo “oltraggioso”. Il rovescio della medaglia è che ad esempio in Rai, dopo l’esperienza in un paio di trasmissioni come L’orecchiocchio, saltò la ventilata partecipazione a un programma di Arbore perché i Not Moving avevano una nomea “pericolosa”. Vista con gli occhi di oggi, abituati a gente come Marilyn Manson, la cosa fa un po’ sorridere, ma ai tempi andava così. Da una parte siamo contenti di essere rimasti legati a un’immagine molto coerente; certo che viene da pensare che in un’altra epoca avremmo probabilmente avuto molte più opportunità per farci conoscere.

D: Avete pagato un po’ il prezzo di essere stati i primi in un determinato ambito.
R: Essere pionieri di solito viene valutato sempre come un aspetto positivo... Però dopo. In realtà per me vuol dire non essere in armonia con la realtà circostante, non essere puntuali con l’appuntamento, e ciò qualche problema lo porta

D: Voi che ragazzi eravate quando avete deciso di formare Not Moving?
R: Dei ragazzi normali. Chi studiava, chi lavorava. Poi la musica ci ha “traviati” e abbiamo convogliato nei Not Moving tutte le nostre forze. Suonavamo spesso. Bene o male eravamo uno dei pochi gruppi italiani a farlo, per cui c’era anche un piccolo riscontro economico.

D: Ai tempi cosa ascoltavate e cosa ascoltavano i vostri coetanei?
R: In generale quelli all’interno della scena “alternativa” erano divisi un due grandi filoni: o hardcore punk o new wave più sul dark. Noi invece ci distinguevamo anche all’interno di ciò che si distingueva dalla massa, perché ci vestivamo magari punk, ma poi ascoltavamo quasi esclusivamente blues, rock’n’roll, Robert Johnson, John Lee Hooker, eccetera, che in sala prove suonavamo tre, quattro volte più veloce, trasformandolo in un punk intriso di blues o blues punkizzato molto originale per i tempi. Una particolarità che notiamo più adesso col senno di poi, come il fatto di essere arrivati a questo recupero del suono tradizionale probabilmente prima degli stessi americani. Questo ci ha un po’ chiuso le porte all’inizio, perché si suonava nei centri sociali, dove si faceva punk ed eravamo visti come troppo tradizionalisti, o in locali interessati soprattutto alla new wave. Nel corso degli anni è stato però il nostro valore aggiunto.

D: E Piacenza che città era?
R: Come quella di adesso. Non offriva un granché per un gruppo come il nostro.

D: Voi sull’uscire da Piacenza avete subito avuto le idee chiare?
R: A Piacenza era palese dall’inizio non ci sarebbe stato spazio per noi. Alla fine degli anni ’70, in Italia c’era ancora una dimensione giovanile che si misurava molto in collocazioni politiche. Per cui se ti collocavi da una parte o dall’altra ti scontravi inevitabilmente con la parte opposta. Noi però eravamo osteggiati sia dalla destra, perché non eravamo naturalmente inquadrabili nei loro schemi, sia dalla sinistra, che vedeva in noi persone che comunque non aderivano ai modelli molto rigidi che c’erano allora, dato che ci è sempre piaciuto andare per la nostra strada. Considerando i numeri di Piacenza, l’abbiamo quindi subito scartata. Nel resto del paese la storia era diversa, perché qualcun altro che non si riconosceva perfettamente in quella o quell’altra scena esisteva, e così abbiamo cominciato a tenere date in tutta la Penisola, ma non abbiamo avuto il tempo o la determinazione di andare in America o Inghilterra. Anche se probabilmente non eravamo abbastanza maturi per sfondare lì.

D: È un piccolo rimpianto?
R: No. Adesso è più facile, con internet è un attimo mettersi d’accordo. Allora era tutt’altra cosa. Per dire, l’unico dei cinque col telefono ero io. Anche a livello organizzativo, negli anni ’80 sarebbe stato probabilmente proibitivo. Inoltre vent’anni fa il rock italiano non godeva praticamente di nessuna considerazione all’estero. Quando suonammo con i Clash nel 1984 a Milano, loro stessi erano increduli ci fosse un gruppo che suonava in un certo modo un certo tipo di musica qua in Italia.

D: Qual è oggi il bilancio dell’esperienza dei Not Moving?
R: Si dice che il rock’n’roll è pericoloso perché molta gente ci ha rischiato la vita. Nel nostro caso, ciò ha significato spendere tutta l’energia e la gioventù in questo sogno. Abbiamo mollato il lavoro, messo tutto a repentaglio per i Not Moving. Chi più chi meno, siamo contenti di averlo fatto, ma è stato appunto un gioco pericoloso, che da una parte ci ha salvato, perché non siamo rimasti imbrigliati nel cosiddetto tran tran della vita quotidiana che non ci piaceva, e dall’altra ci ha fatto perdere molte cose.
Riccardo Anselmi


Esce il 15 novembre in tutta Italia l’ultimo disco dei Not Moving. Tranquilli, è normale spalancare gli occhi, aprire la bocca e aggrottare le sopracciglia. Non siete gli unici ad aver perso di vista la leggendaria formazione piacentina, che negli anni ’80 macinava date su date e passaparola su passaparola con una coinvolgente miscela di punk, garage, surf e wave; di Cramps, X, Gun Club, Seeds, 13 Floor Elevator, Dead Boys e New York Dolls. Semplicemente, dopo l’abbandono delle scene e la migrazione verso altri gruppi spesso non altrettanto fortunati, i Not Moving tornano momentaneamente in pista con Live in the ‘80s, una raccolta su cd di ventiquattro brani dal vivo, accompagnata da un dvd documentario su quella che probabilmente è stata la più importante stagione rock piacentina. Un viaggio tra le canzoni, le immagini e i protagonisti di un’epoca di grandi cambiamenti musicali, di cui i Not Moving furono tra i profeti in patria, ma - come spesso accade ai profeti - non sempre godendo dell’auspicata attenzione. Eppure, ancora oggi e, anzi, forse più oggi che allora, per molti appassionati è impossibile non riconoscere in loro un contributo fondamentale all’evoluzione della scena italiana, come ricordano nel dvd Federico Guglielmi della rivista Il mucchio, Claudio Sorge e Luca Frazzi della rivista Rumore, il bassista ex Litfiba e Csi, ora Pgr e Marlene Kuntz Gianni Maroccolo, Cristiano Godano sempre dei Marlene, Oskar degli Statuto, Umberto Palazzo dei Santo Niente, Mauro Giovanardi dei La Crus o, addirittura, Max Pezzali, che rivela il suo lato punk, raccontando come lo storico concerto dei Not Moving a Pavia fosse stato proprio il suo primo concerto. A colpire Pezzali e probabilmente chiunque altro, l’autenticità cruda della band, la corrispondenza tra la musica e la maschera dell’esibizione sul palco, assolutamente fuori dall’epoca e dalle quattro mura dei locali italiani, dove il gruppo piacentino graffiava al suono di brani come Baron Samedi, Suicide Temple, Spider, Lookin’ for a vision, I stopped yawning, (We’ll ride untill) the end e I just wanna make love to you. Brani presenti anche nel disco, costruito scegliendo il meglio di 50 ore di materiale inedito dal vivo conservato dalla band, nata nel 1981 vissuta per una decina d’anni in prima linea con Tony Face Bacciocchi (batteria), Dany Dallagiovanna (basso), Rita Lilith Oberti (voce), Mariella Severine Rocchetta (tastiere) e Dome La Muerte Petrosino (chitarra).

Monday, November 07, 2005

Intervista su "Esseri Rock"

Intervista sulla fanzine "Esseri Rock" (realizzata in sala prove , giusto alla seconda , acnora in fase confusionale....) , ma soprattutto noi in copertin.
Non accade spesso (neanche ai tempi...)

Per contatti esserirock@libero.it

Grazie a Marcy , Jean e Marco Folli

Intervista da http://postmanultrachic.splinder.com


Intervista Not Moving dal blog : http://postmanultrachic.splinder.com

postman: Come mai avete deciso di rimettervi nuovamente in discussione?
Tony
: Perchè ci piacciono le sfide anche se talvolta fini
a se stesse , anche se , come in questo caso , non
c'era dietro un preciso progetto artistico se non quello
di promuovere il CD dvd live.Personalmente non ci ho pensato più di tanto , l'ho
fatto e basta , perchè mi andava.

Lilith: Perchè Tony mi ha stressato dalla mattina
alla sera con questa faccenda e mi ha preso
per sfinimento e ha trasformato un gioco in
una partita.io sono sempre molto curiosa........

I nuovi not moving sono destinati a durare nel tempo?
T+L. NO !!
Tony Non avrebbe senso e sinceramente non interessa
in questo momento a nessuno di noi riproporre
i Not Moving nel tempo. Questa reunion ha un senso
solo perchè limitata ad un paio di mesi di concerti.Ciò non esclude che in futuro si possa cmq
collaborare ad altri progetti
Trovo perfetta la soluzione di allegare un dvd al concerto live


Com'è nato il progetto del dvd?
T + L
Dall'idea che i Not moving erano soprattutto
un band dal vivo che in studio ha sempre
reso poco.Per cui accoppiare una buona
registrazione live con ottime immagini era
l'ideale per rendere giustizia alla storia del gruppo.Per rendere il tutto più veriterio abbiamo
raccolto anche un po' di testimonianze in
giro per l'Italia tra volti noti e meno
noti che furono testimoni dell'epoca
Nei vostri live oltre ai pezzi storici , portate anche nuovo materiale?
Lilith: Non proprio anche se molti pezzi che non sono
mai stati particolarmente in luce nelle scalette
degli 80's sono stati riesumati , oltre all'aggiunta
di un'inedita versione di "Venus in furs" (che era
uno dei cavalli di battaglia dei concerti d Lilith)tony: Molti brani sono stati anche un po'
riarrangiati . Tutti suoniamo (e cantiamo) in
maniera radicalmente diversa rispetto a ventanni fa .
Ad esempio il furore hardcore di alcuni
brani veloci , che aveva senso ai tempi , è stato
corretto in versioni più consone con la sensibilità
che abbiamo oggi.

Il pubblico come rispondeva alle vostre proposte ?
Lilith: A volte entusiasticamente , altre volte
ostile , mai
indifferente. E questo è un merito che ci riconosciamo.Cmq noi non eravamo mai nè carne nè pesce . Eravamo troppo o troppo poco per tutti , troppo diversi da
tutto , perchè abbiamo sempre fatto del rock n roll
diretto e senza filtri.Per un po' di tempo ho sempre pensato di essere fuori
tempo , sempre troppo in anticipo o in ritardo o
comunque mai nel posto giusto.

Poiho incominciato ad
inorgoglirmi di questa cosa che
è diventata un valore aggiunto.
tony: Erano tempi assolutamente non comparabili ai nostri
giorni. Ora tutti sono abituati ad ogni tipo di
spettacolo , MTV ha livellato e omologato ogni
cosa , tutto , grazie ad internet , è alla portata
di tutti , non c'è più l'ingenuità degli 80's.Non è un discorso nostalgico , solo un dato di fatto.Il tipo di reazione che poteva esserci ai tempi era
assolutamente spontaneo , mai mediato e per
questo , spesso più violento , nel bene e nel male.


Come la vedi cambiata la scena italiana in questi ultimi 20 anni?
tony: Ho già risposto nella domanda precedente , ma
in generale mi sembra che si sia persa la spontaneità
nell'approccio alla musica. ora si mira alla
major , al contratto , a MTV, allora si suonava
per il gusto di farlo o si credeva fermamente di
farlo in nome della sovversione , dl cambiamento
radicale di un sistema , delle cose , anche grazie
alla musica e ad uno stile di vita ad essa correlato.

In ogni caso adesso c'è una scena professionale
che potenzialmente può fornire ad un gruppo tutti
i mezzi necessari (radio , tv , internet ,
locali , riviste , agenzie , decine di etichette di
tutti i generi)
per emergere , e questo è solo un bene.

Lilith: Quando ho iniziato avevo 16 anni , non sapevo
nulla , fare un disco era una tappa importantissima , non
era nè facile , nè ricorrente , era un avvenimento
determinante per un gruppo "rock" , e vivevo questa
cosa con stupore , ingenuità e la vedevo come una lotta
quotidiana per proseguire su questa strada.

Probabilmente cmq per un sedicenne di oggi è altrettanto
importante , ma quello che è cambiato è il mercato ,
i mezzi e l'idea generale di essere in
un gruppo.I media hanno passato l'idea che al giorno d'oggi si debba
essere necessariamente qualcuno per esistere (Andy Warhol
lo aveva preconizzato decenni fa) e questo passa anche
attraverso il suonare in un gruppo.In questo modo la spontaneità e anche la ricerca
passano in secondo piano.In ogni caso non riesco ad essere obiettiva
adesso , dopo 25 anni.

Come lo guardi l¹interesse nei confronti degli anni 80?
tony: Una cosa schifosamente commerciale , costruita
ad uso e consumo del mercato. Chissenefrega degli
anni 80 o 70 o 60 o 50???

Io adoro gli anni 60 , ma anche in quel periodo
è uscita una valanga di cazzate sia in senso
artistico che politico , che sociale , pur a
fianco di capolavori che hanno cambiato la nostra
vita e di uno stile
inimitabile che continuo ad amare incondizionatamente.Ascoltare gruppi che rifanno il verso a
Cure , Joy Division , Talking Heads mi fa
solo tristezza , mi fa invece rabbia tutto questo
hype intorno ad un periodo che non è che abbia lasciato
un gran ricordo. Ho recentemente bruciato una
cinquantina di vecchi New Musical Express della metà
degli anni 80 e a parte qualche rara eccezione erano
letteralmente pieni di vera spazzatura.

Lilith: Per chi li ha vissuti è un momento di ricordo
e viene ricondotto a una fase della propria vita
eccitante , piena di scoperte e di
prospettive.Può essere utile come ricerca e per
non disperdere un patrimonio cmq interessante
in mezzo a tante schifezze. L'importante è ricordarsi
che il tempo avanza e che è meglio non guardarsi troppo
indietro (Not Moving inclusi)

Gli anni 80 non erano meglio di adesso

Live a Torino e Rimini

Dopo il pacco forzato di Fidenza causa bronchite di Fidenza proviam oa partire sul serio con un double shot i nquel di Torino venerdì 11 novemebre e a Rimini il giorno dopo !

Saturday, November 05, 2005

ANNULLATA LA DATA DI FIDENZA

Purtroppo per problemi di salute (bronchite ...) la data "di prova" al "Taun" d i Fidenza è ANNULLATA....

Thursday, November 03, 2005

Domenica 6 novembre: Fidenza (PR) "Arci Taun"

Prima di partire con le date "ufficiali" una prova generale "segreta" a Fidenza (PR) all'Arci Taun (www.arcitaun.net) per mettere a punto scaletta , live act e tutto il resto. Il tutto questa domenica alle 22.
Per una visione ultra vintage dei Not Moving 2005. Keep on keeping on !!!

Wednesday, November 02, 2005

On tour

Finite le prove , ventidue brani e ad occhio e croce un bel tiro e un buon feeling.
Qui a fianco il tour ufficiale anche se ci sarà una data di prova "segreta" domenica prossima.
Nei prossimi giorni l'annuncio uffciale.

Support Not Moving !!!!!!!!!!! (nel senso di sopportateci...)