Tuesday, November 15, 2005

Intervista su Tortonabeat.com


Parlare di anni 80 e rock’n’roll non e’ facile soprattutto per me. Gli anni ottanta (almeno i primi) per me significano un taglio di capelli alla Beatles (di cui non ero consapevole), sgargianti maglioncini Ivy Oxford e pranzi domenicali interminabili. Solo qualche anno dopo con la voglia onnivora propria dell’ adolescenza, mi ero buttato anima e corpo nella ricerca di gruppi che saziassero la mia voglia di r’n’r. Con l’ aiuto di amici piu’ grandi ed avvertiti e di qualche vecchio numero di Rockerilla mi ero imbattuto in nomi che all’ epoca mi sembravano a dir poco esoterici. Sick Rose, Pikes in Panic e soprattutto Not Moving, nomi che contavano ancora di piu’ se inseriti in decennio di oscurantismo musicale come lo erano stati gli anni 80. Dei Not Moving si sapeva poco o nulla ed ancora piu’ difficile era riuscire a trovare qualcosa di loro da ascoltare.Ma il tempo e’ galantuomo e con gli anni ed un po’ di pazienza ho recuperato un buon numero di vinili della band innalzandoli nel mio pantheon personlae come la miglior band r’n’r italiana di sempre. Ma ora basta divagazioni e pippe varie. Il succo e’ che dopo quasi vent’ anni (1988) dallo scioglimento della line-up originale, i Not Moving sono di nuovo in pista con un live antologico “Live in the 80’s” in formato cd+dvd. Come se non bastasse 4/5 della line-up originale si e’ imbarcata in un tour per lo stivale che tocchera’ il nord e il centro Italia. Non potevo certo lasciarmi sfuggire l’ occasione di scambiare due chiacchiere con Tony Face batterista della storica band.

Domanda inevitabile, com’e’ nata l’idea di “Live in the 80’s” nel formato disco+dvd e del relativo tour? E stato difficile convincere gli altri ad imbarcarsi nell’impresa?
E' nata dalle frequenti richieste che ricevevo in tal senso girando l'Italia con il Link Quartet. Ho messo mano ad una cinquantina di ore di registrazioni live e scelto quello che mi sembrava "il meglio" ovvero quello che suonava più Not Moving. Da lì l'idea di promuoverlo con un po' di date ha coinciso con il ritorno in Italia dopo 20 anni del bassista Dany. I dubbi erano (e sono tuttora, a tour iniziato) molti, ma sono stato così insistente che per farmi smettere di rompere le palle alla fine hanno accettato tutti (Tastierista a parte per problemi di lavoro e di famiglia)

Con che tipo di criterio sono stati scelti i brani e i video inseriti nel cd, suppongo abbiate passato giorni interi ad ascoltare cassette e visionare vecchi nastri. Come avete contattato gli ospiti ? Si sono dimostrati disponibili o c’e chi ha giocato a fare la star ?
Il criterio è stato assolutamente soggettivo perchè ho fatto tutto io tra primavera ed estate ascoltando le tonnellate di materiale di cui sopra.L'ideale era che "suonasse" ! Ci sono errori e stonature ma l'importante era il suono, il tiro.Gli ospiti sono stati tutti disponibilissimi alcuni addirittura entusiasti (vedi Max Pezzali !). Qualche star invece si è negata...

Vista la difficile reperibilità dei vs. dischi, avete mai pensato o trovato qualche etichetta interessata a ristampare i vs. lavori? Avremo mai la possibilità di ascoltare “Sinnermen” come lo avevate pensato voi?
Ci è appena stato riproposto di ristampare l'opera omnia più inediti e compreso il "Sinnerman" originale...può darsi che alla fine si faccia.

Come venivate accolti all’epoca dei vs. esordi in fondo a quel tempo andava per la maggiore l’hardcore militante o un certo tipo di dark wave e voi ve ne uscivate mescolando il punk-rock con il r’n’r dei fifties, il blues con derive beat e surf e pubblicavate cover dei Surfaris come Wipe Out su “Strange Dolls” ?
Mah, non eravamo né carne né pesce...il pubblico hardcore ci considerava troppo "leggeri" e disimpegnati (non c'era mai un "fuck the system" nei nostri testi), quello new wave ci considerava troppo duri e poco dark per piacergli...la generazione "garage n roll" è cresciuta con noi (e spero anche grazie a noi).Era comunque davvero difficile suonare ai tempi

Com’e’ maturato lo stile dei Not Moving. Cosa sentivate all’epoca e come riuscivate a filtrarlo e farlo vostro, immagino che ognuno di voi avesse degli ascolti diversi ?
Ascoltavamo blues (Robert Johnson, John Lee Hooker, Leadbelly, Willie Dixon, Slim Harpo), soul, rhythm and blues, il rockabilly della Sun Records, northern soul.E poi il punk n roll di New York Dolls, Stooges, i primi Gun Club, Cramps, Panther Burns e gli X e poi Black Flag, Circle Jerks e l'hardcore californiano che citava spesso il surf (Adolescents, Gears, Agent Orange ad esempio) .Poi ognuno aveva dei gusti particolari: io per il beat dei 60's e il soul, la tastierista impazziva per Residents, Peter Gabriel e B52, Lilith e Dany per Stones e Cramps, Dome aveva un background fatto di Jefferson Airplane e Frank Zappa e suonava hardcore estremo con i CCM...messo tutto insieme un bel casino.

Che cosa ha significato per cinque ragazzini com’eravate voi agli esordi uscire dalla routine della provincia (Piacenza per la precisione) suonando la musica che suonavate e girando per l’Italia e l’Europa. In che cosa vi sentivate diversi dai vs. coetanei e come vi ha cambiati vivere quel tipo di esperienze ?
Eravamo orgogliosamente isolati, scacciati dalla totalità delle persone che ci circondavano in una città chiusa, sordida e benpensante come la provinciale Piacenza, ma allontanati dalla scena punk per i motivi di cui sopra. Esisteva anche allora un'omologazione, un appiattimento all’interno della stessa scena punk ...ascoltare i Discharge voleva dire essere accettati in un circolo "protetto"...noi arrivavamo con i nostri bluesman neri, con i Rolling Stones, gli Animals, i Seeds ed eravamo automaticamente emarginati, non eravamo "puri".

C’e’ stato un momento preciso in cui avete pensato, ok c’e l’ abbiamo fatta?
Quando è uscito il primo 45 abbiamo toccato il cielo con un dito ! Un vinile con il nostro gruppo...in realtà non l’abbiamo MAI fatta !Il nostro "successo" è sempre stato molto limitato

Hai qualche rimpianto per come è finita la vs. vicenda o rifaresti tutto nello stesso modo in cui è stato fatto ?
No, nessun rimorso, nessun rimpianto...tutto ciò che è stato è stato, ed è stato bello così.
Se dovessi consigliare un solo vs. disco a chi non vi ha mai ascoltato quale sarebbe?
"Black and wild" dell'85 è il migliore ma il nuovo live rappresenta al meglio ciò che erano e SONO ADESSO i Not Moving

Visto che oramai sono passati come ti/vi senti/sentite dopo i primi due concerti del tour ?
Bene, è andata bene, temevo l'effetto "aho’, ma chi sono sti vecchi rincoglioniti ??" e invece la stragrande maggioranza del pubblico era di giovani curiosi e ammirati .Un bell’effetto !!!

Ormai un bel po’ d’anni fa è apparso su Bassa Fedeltà un articolo monografico sui Not Moving che portava la tua firma, la chiusura (riportata alla fine dell’intervista) dell’articolo è secondo me una delle più belle lettere d’amore al r’n’r lifestyle mai scritte, rileggendola adesso che effetto ti fa? Riesci ancora a ritrovarti fra quelle righe?
Dicevano i Negazione che "lo spirito continua"...se ami il rock n roll lo spirito è quello L'altra mattina siamo tornati da Rimini per l'ennesima volta alle 7...c'era già chiaro non stavamo più in piedi ...ma ancora una volta non mi sono neppure per un attimo chiesto "ma chi me l'ha fatto fare??"...ero contento e basta...perchè la strada è quella , l'ho scelta io , mi piace e non la cambierei con nessun altra e chi l'ha cambiata non sa che tesoro si lascia alle spalle !

Ok grazie
”Ed è per questo che mi sento di consigliare da buon cattivo maestro (che Allah li abbia tutti in gloria i cattivi maestri!) a chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qua è di mollare il vostro cazzo di lavoro sicuro, licenziatevi! fate disperare i vostri genitori e i vostri compagni/e tirate tardi la notte, buttate sere e sere in prove e concerti anche i più sfigati nelle bettole più schifose, bevete molto, mettete a repentaglio il vostro futuro, divorziate! diventate ossessionati dal vostro gruppo dedicategli la vita!!! Alla fine non avrete nemmeno un pugno di mosche in mano, ma solo tanti debiti, una salute compromessa, qualche disco con su la vostra foto e qualche coetaneo che si ricorda di un vostro concerto. Ma non avete idea del valore di una qualsiasi ora passata a bestemmiare intorno al furgone alle 4 di notte, le notti passate in bianco con litri di caffé in corpo, quell’odore sgradevole di sudore asciugato addosso dopo un concerto che ti porti fino all’alba, la delusione del concerto che salta il giorno prima, l’entusiasmo degli applausi, l’agrodolce della rabbia che butti fuori costretto a suonare dopo ore di viaggio davanti a trenta persone, e poi le risse, le fregature prese, le crisi, i soldi persi, il successo che ti accarezza e ti fa tié ! con il gesto dell’ombrello, il vino sardo, le grappe friulane, i dolci siciliani, le schifezze tedesche, le lettere, le interviste, i giornali. Sia che abbiate successo o che rimaniate nell’oscurità sappiate che troverete comunque un tesoro.…
Tony “Face” Bacciocchi - Bassa Fedeltà n° 10 Novembre 1998
(a cura di King of Fuzz)

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