Thursday, December 22, 2005

Roberto Calabrò sul concerto di Roma

Roberto Calabrò oltrte che amico di lunga data è giornalista per "L'Espresso" , "La repubblica" , "DIario" e "Ruta 66" .
Così ha scritto del concerto al "Jailbreak"....grazie ancora !!
Queste sono le parole che danno ancora più senso alla reunion.

"Il 15 dicembre è una fredda giornata invernale.
A Roma ritornano i NOT MOVING, dopo 19 anni di assenza, per celebrare il concerto della loro clamorosa reunion.
Per il sottoscritto si tratta di un appuntamento da non perdere.
Per due ragioni: innanzitutto perché colmo una “lacuna storica”, avendo finalmente l’occasione di incrociare dal vivo - per la prima volta - una delle mie band preferite.
E poi perché mi fa un piacere immenso rivedere Tony Face e Rita a quasi nove anni dal nostro ultimo incontro: febbraio 1997, quando Lilith suonò a Reggio Calabria e la band al completo dormì a casa mia…per poi proseguire insieme per altre due date del tour 'sudista' (a Marina di Gioiosa, sulla costa jonica reggina, e a Catania…).
Non so quanto tempo invece è trascorso dall’ultimo incontro con Dome, con cui per anni ci siamo scritti e che intervistai diverse volte per Rockerilla.
Quando arrivo al Jailbreak, questo enorme pub con tanto di palco su Via Tiburtina, la band sta cenando. Mi siedo al tavolo con loro e noto che sono cambiati pochissimo: l’elisir di lunga vita del rock'n'roll o il celebre patto con il diavolo?
Tra una pizza e una birra chiacchieriamo a lungo, ci aggiorniamo su cosa è successo nelle nostre vite personali e professionali in questi lunghi anni.
I Not Moving sono in gran forma, ancora carichi come un tempo. Dany D. mi racconta della sua esperienza in Germania e mi presenta Paulina la sua girlfriend cilena con cui scambiamo due battute in spagnolo.
Dome mi dice come è cambiata la scena a Pisa con la chiusura del mitico “Macchia Nera” e mi aggiorna sulla sua attività di disc jockey, mentre con Tony e Rita ci lasciamo andare ai ricordi e all’attualità delle sulle nostre vite…
Mentre i volenterosi ma incerti Viv Prince Experience concludono il loro set, arrivano alla spicciolata Federico Guglielmi (penna storica del giornalismo rock “made in Italy” e produttore della band ai tempi di “Sinnermen”), Massimo Del Pozzo (Misty Lane/Teen Sound), Daniela delle Motorama e Filippo dei Cactus.
Il tempo di una birra ed è la volta dei Not Moving.
L’attacco surf di “Pipeline” è mozzafiato. Mi sembra di aver preso la macchina del tempo. Quando Dome scandisce i riff di “You Really Got Me Babe”, un altro convulso classico della band, non sto nella pelle.
Il concerto è eccezionale per intensità emotiva e presenza scenica: un impasto di garage 'noir', psycho-blues, punk e r'n'r davvero unico!!!
Lilith, nascosta sotto una lunga parrucca rossa, tiene in pugno il pubblico con una performance teatrale, l’imperturbabile Tony Face è una macchina del ritmo assieme a Dany D. che si dimena con stile, mentre Dome è…Dome La Muerte, il miglior chitarrista rock'n'roll che l'underground italiano ci abbia regalato, una via di mezzo tra Keith Richards e Jimi Hendrix!!!
In poco più di un’ora i Not Moving non lasciano scampo e passano in rassegna i loro classici, da “Spider” a “Dog Day”, da “Sweet Beat Angel” a “Song Of Myself” suonata per la prima volta dal vivo dalla formazione originale, passando per la cover stravolta di “Cocksucker Blues” degli Stones.
La chiusura è affidata a un trittico di cover da paura: “I Just Wanna Make Love To You” (Willie Dixon), un’energica e punkizzata “Kissin’ Cousins” (Elvis vs. Saints) e l’incubo psichedelico di “Break On Through” dei Doors.
Richiamati a gran voce dal pubblico presente – una quarantina di persone felici di assistere a un evento storico – i Not Moving risalgono sul palco per regalarci un’obliqua versione di “Venus In Furs”, cavallo di battaglia live anche di Lilith da solista…
Al termine del concerto la band è circondata dall’affetto dei fans che si fermano al banchetto per gli autografi di rito.
Io li attendo per accompagnarli in hotel nella gelida notte romana e per tornare a casa felice come da tempo non accadeva dopo un concerto di rock’n’roll…"
Roberto Calabrò

1 Comments:

Blogger pibio said...

concordo pienamente il giudizio sul Dome.

4:51 AM  

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