Friday, February 10, 2006

Nuove recensioni


da www.taxi-driver.it

Esistono decine di band di quegli anni 80 da ricordare (quindi non quelli delle repliche notturne del Festivalbar) che la mia generazione conosce solo di nome, per sentito dire. Band con all'attivo minuscoli 7", cassette scalcinate e vinili tirati in 20 copie. Ma anche band più grosse che hanno segnato profondamente l'underground di quegli anni.

Band che magari abbiamo avuto la fortuna di ascoltare nelle cassette ormai logore dei nostri fratelli maggiori ma attualmente introvabili nei negozi.
Go Down Records decide di omaggiare una di quelle band pubblicando un live con incluso un documentario. Questa band sono i Not Moving.
Conoscevo i Not Moving di nome per averne sentito decantare le lodi da buona parte dei giornalisti che mensilmente è bene seguire. Giornalisti che appaiono anche nel documentario. Federico Guglielmi, Luca Frazzi e Claudio Sorge.

Quel Claudio Sorge che produsse i loro primi singoli per la sua minuscola etichetta. A scatola chiusa pensi "ecco la grande famiglia riunita a parlar bene di uno di loro". Ma basta la sigla iniziale del documentario per saltare sulla sedia, avvicinare la faccia al monitor e alzare le casse! E questi da dove sono usciti?? Sporchi e devastati, oscuri e chiassosi.
Sembra che Lilith e co. abbiano studiato per anni all'università del rock'n'roll per importarla in un paese del terzo mondo popolato da rotonde sul mare e spalline larghe.
L'impatto visivo (e, ovviamente, musicale) è pari ad avere tutti i giorni una band internazionale sui palchi dei paesi di campagna.

Uno shock.
La musica è ESATTAMENTE quella che si ascoltava negli Stati Uniti in quegli anni nei club più malfamati: Gun Club, X, Cramps, Dead Boys. Rock'n'roll marcio di ispirazione sixties ma aggiornato agli anni dell'eroina. Una meraviglia.
Il documentario si propone di raccontare la storia della band attraverso immagini, filmati d'epoca (compreso un'incredibile apparizione in un programma RAI: due mondi che si incontrano per 3 minuti) e interviste a personaggi più o meno rappresentativi: i giornalisti succitati, un entusiasta Max Pezzali, un emozionato Gianni Maroccolo, un sorprendente Cristiano Godano e tanti altri.
Il live è decisamente meno interessante perchè perde la forza iconografica ma si mantiene comunque su altissimi livelli. Nella scaletta 24 brani tra cui alcune cover (Rolling Stones, Doors, Willie Dixon) e tutti i loro classici come "Baron Samedì", "Psycho Ghoul", "Catman" e tanti altri.
La speranza è che, dopo questo splendido antipasto, si ristampi tutta la discografia della band. E che Go Down continui questa serie di live+documentario. Di band da far riemergere da quegli anni purtroppo (o per fortuna) l'Italia è piena.
[Dale P.]
Canzoni significative: tutte.



da
http://www.ideabiografica.com/italians.htm

E’ meraviglioso riscoprire il nostro passato musicale, soprattutto quando si “rianima” una formazione storica come i Piacentini Not Moving.

Band imprescindibile –per capire come il cosidetto movimento Underground sia nato ed evoluto nel tempo- del Panorama Musicale Indie-Rock Italiano degli Anni Ottanta. Si sono costituiti nel 1981, la formazione storica comprendeva: Lilith, Dany, Severin, Tony e Paolo Molinari.
Il debutto su vinile avviene con il 7 pollici Strange Dolls nel 1982, quasi subito Molinari viene sostituito dal mitico Dome con il quale registrano – se la memoria non mi trae in inganno- il 45 giri Movin’ Over nell’anno 1983. Dopo aver inciso il Mini Lp Land of Nothing i Not Moving firmano per l’etichetta Spittle per la quale pubblicano nel 1986 il 12” Black’n’Wild e l’Album Sinnermen.
Un lavoro, quest’ultimo, che testimonia tutta la grandezza di questo Gruppo; il quale riesce magistralmente a proporre un corposo Rock’n’Roll brusco e “stradaiolo”.
Ascoltare per credere Catman e A wonderful night to die, uno dei titoli migliori di tutta la storia del Rock’n’Roll a mio modesto parere… Jesus loves his children vede la luce nel 1987 ed il nome Not Moving –grazie alla massiccia dose di concerti- comincia ad essere apprezzato dal pubblico decretando un discreto successo di vendite.
Il Long Playing Flash on you (1988) è molto probabilmente il lavoro più maturo e coeso della formazione Piacentina.
Dieci –brani- dieci dove il concetto di Garage Punk dei Not Moving viene meravigliosamente messo a fuoco con dovizia di particolari, canzoni memorabili come Dog day e Stupid girl debbono far veramente riflettere sulla grandezza artistica dei Not Moving; il quale loro unico difetto risulta quello (ma guarda un po’) di essere nati in Italia e non in territori Anglofoni!
Il prezioso Box Set Live in the 80’s testimonia uno spaccato della vita discografica di questa formazione. Ventiquattro canzoni per risvegliare l’amore che ristagna dentro di Voi per il più sano e sanguigno concetto di Rock.
Un pezzo di storia –come scrivevo poco sopra- che non deve assolutamente essere messa nel dimenticatoio. Una lode sperticata và all’Etichetta Go Down che con sapiente maestria a saputo mettere assieme la vera anima dei Not Moving. L’opera in questione è impreziosita da un Dvd, nel quale sono contenuti differenti brani dal vivo ed apparizioni televisive.
Insomma un progetto più che mai lodevole ed interessante, che incuriosirà i vecchi Fans (come il sottoscritto) e perché no potrà raggiungerne di nuovi.

Claudio Baroni

3 Comments:

Blogger fuzz-tone said...

Chi sa se è auspicabile anche un nuovo album in studio?
O una raccolta degli ultimi live?
!!!
CIAOOO

1:48 AM  
Blogger notmoving said...

Nooo , niente album in studio.
Diciamo che ci saranno parecchi pezzi di Not Moving nel prossimo album solista di Lilith.
E neanche roba dall'ultimo tour .
So che c'è una registrazione in giro ma non ci interessa buttare fuori nulla di questo tour.

5:39 AM  
Blogger musicletter.it said...

Ti segnalo il nostro sito:
www.musicletter.it
buona musica
luka

7:33 AM  

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