Thursday, February 02, 2006

Recensione da "Rock Impressions"

da www.rock-impressions.com

Non mi sorprende che questo gioiellino sia stato pubblicato dalla piccola Go Down Records dell’amico Leo, conoscendo ed apprezzando la genuina passione che lo anima, e che lo spinge a compiere operazioni che pochi altri patrocinerebbero!
Una scelta coraggiosa, che solo una vera indie (termine in questo caso reale, sublimando questa la vera autentica missione che alle etichette indipendenti spetta) poteva portare a compimento.
I dischetti in oggetto contengono rispettivamente, quello audio registrazioni tratte da esibizioni che videro i nostri protagonisti nel periodo che va dal 1985 al 1987 (ma le tre succulente bonus risalgono addirittura al 1982!), su palchi italiani e tedeschi, mentre il DVD ci riserva immagini live (anche tratte dagli archivi della rete nazionale) accompagnate da interventi di artisti notissimi (Gianni Maroccolo, Cristiano Godano, Max Pezzali, Marco Pastorelli) ed addetti ai lavori (Giordano Sangiorgi del MEI, Max Dal Pozzo di Misty Lane fra gli altri), che contribuiscono colle loro testimonianze autorevoli a rievocare quanto i Not Moving crearono, dilatando la fama aleggiante attorno ad essi e trasponendola fino ai nostri giorni, avvalorando la loro iscrizione negli annali della storia del rock italiano, quello più genuino e ruspante, scevro da compromessi e talmente dotato da meritarsi una riconosciuta dimensione internazionale.
Una compilazione curata personalmente dai Not Moving, e già mi immagino la gioia e l’eccitazione che dovettero pervadere il buon patron della Go Down, allorquando si incontrò per la prima volta con Lilith e Tony “Face” Baciocchi, dovendo mettere a punto il progetto!
Vi si respira l’atmosfera incendiaria che la citata, istrionica Lilith (una vera e propria dark lady dotata di gran carisma, in un’epoca che vedeva ben poche ragazze cimentarsi con certa musica, e che nel gruppo trovava una valida spalla nella tastierista Maria Severine), Dome La Muerte e compari sapevano creare ad arte, in virtù di una presenza scenica e di una carica espressiva che non trovavano pari, né fra i patri confini né all’estero. Così, fra i ritmi scellerati delle depravate “Dog day”, “Baron Samedi”, “Cocksucker blues” (firmata Jagger-Richards) e le situazioni morriconiane della stupenda strumentale “(We’ll ride until) the end” (ma Carl McCoy, da poco riappropriatosi delle insegne Fields Of The Nephilim, altro seguace della coppia formata dal celeberrimo compositore italico e dal maestro Sergio Leone, avrà mai avuto modo di ascoltarla?
Forse troverebbe la forza di coverizzarla!), si scorrono le tappe della vicenda Not Moving (preciso inoltre che diversi pezzi sono inediti), esempio esaltante di come pure in Italia si sapeva/sappia fare rock’n’roll!
Il booklet contiene due preziose testimonianze: la prima è di Federico Guglielmi, che negli anni trattati era nota penna del Mucchio Selvaggio, e che produsse due dischi della band, la seconda di un altro giornalista, Luca Frazzi. Ancora dichiarazioni d’amore e di rispetto rese nei confronti di un gruppo che seppe meritarsele senza ricorrere a falsi atteggiamenti, all’ostentazione di pose delle quali altri abusarono, finendo per scivolare nel parodistico; impedibile in oltre la selezione di scatti riprendenti i musicisti in situazioni live o in momenti di pausa o di svago, utili per percepire vieppiù lo spirito che animava i nostri.
Una band, Not Moving, che bucò l’incerta galassia new-wave nazionale, e che divenne in breve la bandiera del nascente movimento garage/sixties, corroborato da robuste iniezioni psych. Un suono magari derivativo, ma reso colla forza e colla sfrontatezza di autentici losers del rock. Si, perché questo è solo rock’n’roll, ma a noi piace, dannatamente!
Grazie Leo, grazie Not Moving! AM

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